WI a Carlo Cinato: l’epilogo

…sta per finire :-) è stata più lunga lunga del previsto ed è stata anche impegnativa per Carlo. Forse all’inizio non se ne rendeva completamente conto. Ad essere franco neanche io, avete partecipato alla WebIntervista con domande acute e disarmanti, grazie a tutti. Di seguito l’ultima domanda per Carlo e la relativa risposta.

@Piero: come riesci a conciliare tutto? Cioè l’impegno del lavoro e anche lo scrivere non ti pesa?

Grazie Piero della semplice domanda, una domanda che ogni tanto è utile farsi per verificare se si sta spendendo il proprio tempo per qualche cosa che dà soddisfazione.
Comincio cercando di spiegare il motivo per cui spendo tanto tempo sul sito e attività correlate.
Il primo motivo, un po’ superficiale, è: perché mi piace. Non merita di essere approfondito ulteriormente, ritengo.
Andando un po’ più in profondità posso dire che lo faccio per imparare delle cose nuove, e cose che non conosco: io ho sempre studiato argomenti tecnici ma sono sempre stato anche attratto da argomenti artistici e letterari, quindi mi trovo ora nella per me piacevole situazione di potere studiare e applicarmi su argomenti che non ho mai visto dal lato professionale ma sempre solo dal lato del piacere e della soddisfazione personale, quindi argomenti non contaminati dal lucro.
Proseguendo un passo oltre, e arrivando alla ragione ultima, lo faccio per potere essere letto. A me piace scrivere, e penso che avere un sito di lingua e di altri argomenti letterari possa attirare persone che, chissà, potrebbero capitare sulle pagine dove pubblico i miei lavori e leggerli.
La tua domanda in realtà era: come concili il lavoro con lo scrivere.
Preparare la newsletter quotidianamente è un’attività che mi piace molto, specialmente perchè molti lettori mi inviano commenti, contributi, idee e stimoli, e anche chi non mi scrive normalmente magari mi ringrazia per il lavoro che svolgo, e tutto ciò è una grande soddisfazione. Però, devo ammettere, è un’attività che a volte mi pesa un po’, e in quei casi escono delle newsletter un po’ povere di contenuti, o addirittura mi prendo qualche settimana di riposo e ristampo i vecchi numeri. In questo periodo, ad esempio, tra le newsletter, il romanzo collettivo, il concorso e la webintervista di Andre (sia lodato Andre) fatico un po’ a stare dietro a tutti questi impegni, e l’attività che ne risente maggiormente è quella più soddisfacente: la scrittura e la pubblicazione di cose mie. Ma non me ne dispiaccio più di tanto: come ho detto prima penso che avere un buon sito, vivo e con persone che vi partecipano attivamente, mi permettano di essere letto, e quindi lo ritengo un buon investimento.
In definitiva, una buona parte del tempo che mi rimane al di fuori del lavoro la spendo lavorando sul sito e simili, e finché mi darà soddisfazione continuerò a farlo senza che mi sia di peso. Il problema eventualmente sorgerà quando non mi darà più piacere spendere tempo in tutto ciò, ma il bello di questi impegni senza vincoli è che si possono interrompere senza rimorsi.
Grazie per la domanda a Piero, e grazie a tutti i lettori per l’attenzione,
ciao,
Carlo

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