WebIntervista: Carlo Cinato (seconda parte)

Ed ecco a voi la seconda ed ultima parte della WebIntervista a Carlo Cinato.

In Italia si legge abbastanza?

È una domanda retorica, questa. E per spirito di contraddizione io alle domande retoriche non dò mai la risposta attesa. Quindi sì, in Italia si legge abbastanza. Forse è una leggenda il fatto che la gente all’estero legga tantissimo, o forse non lo è, ma è anche importante vedere che cosa legge. È vero che a Londra incontri molti che leggono sui vagoni della metropolitana, molto spesso però si tratta del Codice da Vinci o di libri economici improponibili. Leggere di per sé non è positivo, come guardare la televisione non è negativo.

Io penso che in Italia la gente sia sufficientemente libera da potere decidere se leggere oppure no, chi è davvero interessato a leggere lo fa e lo farà comunque, anche se non è di moda; e chi non legge, per qualsiasi motivo, vorrà dire che avrà più tempo per fare cose che gli danno più soddisfazioni.

Per concludere, alla Fiera dal Libro di Torino ci sono sempre folle di persone, e così in qualsiasi mercatino del libro, e anche le biblioteche, non sono vuote. Non sarà, forse, che le lamentele nascono da chi pubblica troppi libri, e quindi troppi libri brutti, che poi non riesce a vendere? (Ecco, ho fatto una domanda retorica anch’io).

Ancora riguardo l’iniziativa web di cui sei il Direttore e l’ideatore, che cosa ci riservate per il futuro?

Sono solo curatore, non mi hanno ancora promosso direttore. Dal lato delle rubriche non ho idea di cosa arriverà in futuro: le rubriche nascono da intuizioni estemporanee o da suggerimenti dei lettori, o più spesso da un titolo divertente a cui poi si associano dei contenuti, quindi non è predicibile cosa capiterà. Sicuramente bisognerà studiare qualche iniziativa per il decennale della nascita della newsletter, che cadrà ad agosto 2009, anche se i festeggiamenti saranno svincolati da quella data. Chi ha detto che il decennale deve essere festeggiato al compimento dei dieci anni? A brevissimo, quindi, inizierà la scrittura di un nuovo racconto a più mani. Sarà qualcosa di un po’ più ambizioso dei racconti realizzati finora, sto mettendo a punto gli ultimi particolari dopodiché verrà lanciato sul sito. Ovviamente chi fosse interessato dei tuoi lettori è invitato a partecipare, se non alla scrittura, almeno alla lettura.

Sul fronte letterario, poiché il sito della Parolata è uno specchietto delle allodole per attirare visitatori e poi propinare loro i miei scritti, sto studiando da un po’ di tempo quelli che vengono chiamati iperromanzi, o i romanzi ipertestuali, e sto appunto scrivendo un romanzo ipertestuale multimediale. Quando sarà terminato verrà pubblicato sul sito e sarà leggibile gratuitamente: vi farò sapere quando sarà disponibile.

10 righe per invogliare il lettore a visitare il Vostro sito “www.parolata.it”

Fare pubblicità a me stesso non mi viene mai particolarmente bene, preferisco mantenere un profilo basso. Riciclerò quindi il motto del sito, che è ben più corto di dieci righe.

La Parolata, sedicente sito di cultura. Dove si tratta di lingua italiana, di cose varie e divertenti e si pubblicano scritti.

Nel Vostro sito ci sono anche i premi, ma sono veri? :-)

Scherzi? I nostri premi sono i più ricercati su internet. In genere si tratta di pregevoli manufatti realizzati in materiale malacologico da valenti artigiani specializzati di tutta Italia, ma anche produzioni differenti in polimeri sintetici o pregiate leghe metalliche, e che i vincitori espongono nei luoghi più frequentati di casa o del posto di lavoro. Sul sito c’è una pagina con l’elenco dei premi distribuiti nei vari concorsi, i vincitori hanno spesso voluto inviare una fotografia che ritraesse il premio nel suo habitat naturale.

Era l’ultima domanda? Mi sono divertito, si trattava della mia prima webintervista ed è stata molto piacevole. Grazie Andrea, o devo chiamarti Andy the Yorker?

….ebbene si, maledetto cinalski mi hai scoperto un’altra volta…. Andy the Yorker ha l’impegno di tornare a scrivere per la tua newsletter, appena avrà l’ispirazione….

Grazie Ancora Carlo per la tua disponibilità e gentilezza, in bocca al lupo per le tue iniziative culturali. Se ne sente un gran bisogno :-)

Trattoria della vigna, la spesa sotto casa

Una domenica di fine settembre è una buona occasione per trovare un buon ristorante. Se poi la domenica è anche soleggiata e tiepida come quella appena trascorsa l’occasione è doppia. Il ristorante scelto è la trattoria della vigna. Avevo vagamente sentito una presentazione da parte di Paolini su Radio24Il Gastronauta” di un ristorante nei pressi di Torino famoso per la filosofia spesa a km 0.

Sono stato fortunato, ho avviato una ricerca su google con le parole vigna e slow food e voilà mi si presenta il sito del ristorante. Nella home page sono ritratti i titolari, quello che ha servito ed illustrato la loro “mission” (si ha usato proprio questo termine, sono convinto che è lui che ha avuto l’idea di fare il sito internet…) è il signore sulla destra.

Il ristorante, come descritto nel sito, è ambientato in una vecchia cascina tipica piemontese, ma appena si entra ecco la prima sorpresa: l’ambientazione è decisamente sul moderno, funzionale quasi freddo. Il tutto però si scioglie quando si puo ammirare, attraverso le ampie vetrate, il parco comunale della cascina Vigna. Il cibo è importante ma anche l’ambientazione e la luce lo sono, giusto?

Ma veniamo al menù: l’offerta ha un taglio decisamente piemontese (del resto il motto è km0) ma lo chef Bruno Boscolo si ingegna per aggiungere una variante una ricercatezza che ti incuriosisce e ti invita ad assaggiare il piatto con un taglio decisamente innovativo.

Per far capire meglio posso citare ciò che ho assaggiato, nell’ordine:

  • l’antipasto: quaglia con mosto di vino.
  • Il primo: risotto, presentato in un peperone quadrato di Carmagnola.
  • Il secondo: filetto di fassone con verdure grigliate. Quì devo segnalare una ulteriore sorpresa: 4 diversi tipi di olio e 4 diversi tipi di sale. Olio dal più delicato ligure al più intenso pugliese (…lo so, non è proprio a km0 ma abitiamo in piemonte…). Il sale: lo sapevate che il sale di Trapani è totalmente diverso dal sale della Camargue (si ok di nuovo non km0, e di nuovo scrivo che viviamo in piemonte…) e per accompagnare il filetto di sali ne hanno proposti ben 4 diversi ;-)
  • Il dolce: il bunet (classicissimo) ma con l’aggiunta del cardamomo, di nuovo un aspetto innovativo
  • Il vino: solo un calice di nebbiolo rotondo e corposo, devo guidare uffa…

Alla fine consiglio la passeggiata nel parco, magari con un bel gelato della stessa trattoria.

Questo ristorante ci ha stupito in positivo, chissà se potessi WebIntervistare lo Chef magari si potrebbe tutti imparare a volerci più bene, mangiando meglio :-)

Il costo, anche questo aspetto è importate: a partire da 30 € ben spesi. Nel caso doveste provarlo, buon appetito.

WebIntervista: Carlo Cinato, direttore de “La Parolata” (prima parte)

Siamo finalmente al debutto della WebIntervista nel blog ristrutturato.

Il logo è quello giusto, cioè quello de “La Parolata“. La scenografia è a posto.

L’intervista è divisa in due parti, la seconda parte sarà pubblicata il primo di ottobre.

Prima di leggere la WebIntervista permettetemi di ringraziare Carlo per la sua disponibilità e gentilezza, hanno dato un tocco di cultura in più a queste pagine sconfusionate.

Bando alle ciance ecco come Carlo vede il suo mondo.

Ciao Carlo, ci vuoi parlare di te e della tua iniziativa a favore della cultura, come è nata come si articola?

Ciao Andrea, e ciao a tutti i tuoi lettori. Parlare di me? Magari no. Mi piace rimanere nascosto dietro il sito, anche se saltuariamente ho degli eccessi di egocentrismo: c’è una sezione del sito dedicata alla mia biografia, anzi alle mie biografie: al momento sono sette, tutte diverse e tutte rigorosamente vere. Rimanderei perciò i più curiosi alla pagina apposita. Parlare della mia iniziativa invece sì, sono qui per questo. Non spingerei troppo sulla parola “cultura”, però, mette sempre un po’ di soggezione. Il mio è un sedicente sito di cultura, nulla di più.

Tutto è nato dal mio timore di dimenticare a poco a poco la lingua italiana, o meglio, di lasciarmi trascinare dall’ambiente circostante ad un uso sempre più scialbo e piatto della lingua. Per questo motivo decisi anni fa di studiare una parola al giorno dal dizionario. Conoscendo la mia scarsa propensione a impegnarmi continuativamente in qualche attività mi accordai con dei colleghi: avrei inviato loro quotidianamente la parola oggetto di studio con la relativa definizione, in questo modo svergognandomi pubblicamente in caso avessi rinunciato all’impresa. L’idea piacque e altre persone si aggregarono alla neonata lista “La parola rivelata”. Dopo qualche tempo un iscritto, Riccardo Lancioni, iniziò a scimmiottare le mie mail, e inventò “La parola rovinata”: inviava agli iscritti anche lui una parola al giorno, ma le definizioni erano inventate e divertenti. La prima parola rovinata è stata: Oblioterare – Dimenticarsi di timbrare il biglietto ferroviario. Nacque poi il primo concorso: veniva proposto un inizio di romanzo alla settimana e i lettori dovevano indovinare il libro (poco dopo Google ha reso impossibile giocare con gli incipit dei libri: li indovinava tutti). Infine un altro collaboratore si è aggiunto alla newsletter, Andy the Yorker, forse ne avete sentito parlare; la sua rubrica trattava di curiosità della lingua inglese, frasi celebri, frasi sbagliate e informazioni varie. A questo punto c’erano tutti gli ingredienti: la lingua italiana, i giochi, il divertimento, la letteratura, si è solo trattato di proseguire e aggiungere nuove idee, nuovi lettori e nuovi contributori, senza mai risparmiare.

Il sito de “La parolata” offre diversi spunti per allenare ed incuriosire sul tema lingua italiana. Ci vuoi parlare delle rubriche cui sei più legato?

Per natura sono incuriosito dalle cose strane, eventualmente anche brutte, e dalle cose fantasiose, quindi anche le rubriche a cui sono più legato seguono questa linea. Andiamo per ordine.

Tra le cose strane ci sono gli elenchi etimologici, frutto di vari concorsi tra i lettori che hanno costruito letteralmente gli elenchi. Sono centinaia di parole derivate da nomi di persone, da luoghi, da animali o da marchi, che spesso sono utilizzate senza che sia nota la loro derivazione, e ci sono molte sorprese divertenti. Ad esempio la borsa, il mercato azionario, non deriva il suo nome dalla borsa dove si tengono i soldi ma dalla famiglia Van der Beurse; la nota do deriva dal nome del musicologo Giovanni Battista Doni, i proiettili dum-dum derivano dalla città indiana Dumdum dove furono fabbricati la prima volta, la chiave a brugola è un marchio registrato e si chiama così da Egidio Brugola, il suo inventore.

Una rubrica strana ma anche brutta e di cui vado molto fiero è “La sai l’ultima!”, una raccolta di barzellette, non le barzellette divertentissime che i siti sbandierano orgogliosi, ma le barzellette che tutti conoscono, come: “qual è il colmo per un falegname? Avere la moglie scollata”. Anche questa rubrica è frutto di un concorso tra il lettori.

Tra le cose fantasiose quelle che più mi soddisfano sono i racconti scritti a più mani, il primo è stato “Il paese ritrovato”: un racconto nero scritto con Piero Fabbri e Francesca Ortenzio, un capitolo a testa e con l’imposizione di dovere utilizzare nel capitolo dieci parole dell’elenco di parole derivate da nomi di luoghi.

E poi i concorsi sui libri: “Le storie ribollite” e “Molti libri per nulla”, il primo è già terminato mentre il secondo concorso è nel suo periodo di massima attività e lo sarà ancora per abbastanza tempo. Si tratta per i lettori di indovinare le storie o i libri che si celano dietro pochi indizi o dietro una riscrittura della storia. È molto divertente per me preparare gli indizi e, credo, per i lettori giocarci.

In definitiva, comunque, le rubriche che prediligo sono quelle dove si sviluppa una buona partecipazione dei lettori, perché uno degli scopi principali del sito e della newsletter è di conoscere gente interessante.

Secondo te in Italia di quale tipo di cultura c’è bisogno?

Siamo solo alla terza domanda e l’intervista sta diventando più difficile del previsto. Non lo so, o meglio, non so se ci sono diversi tipi di cultura, e non so se un popolo possa decidere di incrementare un tipo di cultura a scapito di un altro. Credo che la cultura, come l’arte, sia un tutt’uno: non c’è differenza tra pittura, musica, architettura, letteratura: sono tutte manifestazioni del desiderio dell’uomo di fare qualcosa di nuovo, di bello e di condividerlo con gli altri. Da questo punto di vista la domanda non ha risposta.

Allargando un po’ il discorso, invece, quello che mi sento di dire è: in Italia c’è bisogno tantissimo di più cultura del rispetto per gli altri. Se aumentasse sarebbe sicuramente un bene per tutti.

Non ho risposto alla domanda, vero?

Continua mercoledì 1 ottobre 2008

WebIntervista, domani…

Ci stiamo lavorando, domani sarà pubblicata. Carlo è emozionato.

A domani

AndyTO

WebIntervista, si comincia

Ciao a tutti,

questa settimana si inizia, e si inizia con una WebIntervista d’eccezione: Carlo Cinato il Direttore de La Parolata.

L’occasione è di primo ordine, comincerò con una serie di domande basiche, ma poi toccherà a voi. Sì, perché lasciando un commento, cioè una domanda, Carlo vi risponderà per onorare il meccanismo della WebIntervista!! Senza censure tranne quella del buon senso, per favore.

State all’erta l’intervista sta arrivando, a breve. Dopo domani

Ciao

Multe per divieto di sosta in via Roma, 20 settembre

Il primo articolo dopo la ristrutturazione non poteva essere più amaro! :-(

Nessuna foto, nessuna contentezza. Ieri sera passeggiavo in via Roma verso le 23 con un cono gelato in mano. Ero sul lato di via Roma verso piazza Castello. Noto un auto della polizia municipale ferma in seconda fila, purtroppo sono anche curioso e mi fermo a guardare che cosa  sta succedendo.

La procedura è semplice: si fermano dietro l’auto in divieto di sosta, filmano la targa, filmano l’auto (per modello e colore), dicono a voce via e numero; e si passa all’auto successiva, 15 secondi a multa…

IN VIA ROMA È VIETATO PARCHEGGIARE, IL COMUNE VA A NOZZE IN QUESTE CONDIZIONI….

Purtroppo molti/tutti i multati non sanno di esserlo! Sarebbe cortese da parte dei vigili mettere un adesivo sul finestrino che avverte della contravvenzione… Almeno gli eventuali ricorsi sarebbero più facili.

Niente da dire la sosta in via Roma ha colpito di nuovo, usate la metro: costa meno e di sabato sera ha orari decenti.

Saluti a tutti.

Andy is back!

Ciao a tutti! :-)

Visto il nuovo look? Vi piace? Ci sono ancora delle piccole imprecisioni, manca ancora una pagina. Ma il più è fatto! Andy is back, ne scriverò delle belle…

Anche delle meno belle, perché no?

Intanto ditemi, per favore, se il nuovo look vi piace. L’intenzione sarebbe quella di variare la foto di benvenuti al sito più o meno una volta ogni mese. Che cosa ne dite?

Per adesso saluti a tutti!